il marinaio

di Fernando Pessoa
Traduzione di Antonio Tabucchi
Regia: Biribò|Toloni

Luci e Scene: Esteatro
Costumi : Antonio Musa
Con: Sandra Bedino, Cristina Di Sciullo, Rossella Magnolfi



Il Marinaio, composto da Pessoa in una sola notte nell’ottobre del 1913, è un dramma in atto unico che narra la notte di veglia ad un’amica morta di tre figure femminili sedute sole in una stanza dalla luce fioca.
Prive di identità e di memoria sono destinate a vivere solo la breve parentesi di quel crepuscolo e per potersi credere reali e nel timore di dissolversi con la luce dell’alba, sono costrette a parlare e a raccontarsi l’un l’altra dei propri sogni, delle proprie visioni di una vita possibile. Tra i tanti sogni, una di loro racconta la storia di un marinaio che, fatto naufragio in un’isola deserta, comincia egli stesso a sognare di un passato ed una terra d’origine che non ha mai avuto, cullato nella necessità di costruirsi una nuova patria di sogno per poter sopportare il dolore di vivere. Il sogno diviene l’unica dimensione felice possibile.
Ecco allora che le tre giovani donne, creature che vivono in una dimensione senza tempo, sognano esse stesse il marinaio. Ed è solo a questo punto che il protagonista potrà abbandonare l’isola su cui ha fatto naufragio per dissolversi nel nulla. Un’opera poetica, simbolica, astratta e concettuale che fonde la perfezione formale del linguaggio ad un’atmosfera onirica potente capace di dare profilo ad elementi quali la luce della notte, il sonno, il sogno e la memoria, vera o immaginaria che sia.