la locandiera

di Carlo Goldoni
Regia: Biribò|Toloni

Aiuto regia: Cristina Di Sciullo | Assistente alla regia: Giulia Ferruzzi
Costumi: Antonio Musa
Luci: Lorenzo Castagnoli
Musiche originali: Tommaso Hagge

Con: Dhemetra Di Bartolomeo, Filippo Antichi, Giacomo Bandini, Chiara Ciofini, Enrico Dabizzi, Renzo Marilli, Remo Masini, Rosetta Ranaudo, Fabio Rubino, Goberto Teghini



La locandiera è una commedia in tre atti scritta da Carlo Goldoni nel 1751, periodo della riforma teatrale da lui stesso istituita. Protagonista è Mirandolina, efficiente locandiera, interessata soprattutto a far funzionare alla perfezione il suo albergo. Si contendono il suo amore un conte e un marchese, che cercano invano di conquistare il cuore della donna. Quando alla locanda arriva il cavaliere di Ripafratta, misogino convinto che si vanta di essere immune al fascino femminile e di disprezzare l’intero sesso “debole”, Mirandolina, risentita del suo atteggiamento e della sua insensibilità, decide di farlo innamorare di sé. Riuscita nel suo intento, rifiuterà l’amore dei tre nobiluomini per concedere la propria mano al cameriere della locanda. Tra lungimiranza, lacrime e vezzeggiamenti studiati ad arte, questa donna del XVIII secolo incarna l’intelligenza e l’autonomia di una femminilità nuova, borghese e intraprendente.
Intraprendenza e carattere che hanno convinto i registi Paolo Biribò e Marco Toloni ad avvicinare l’universo goldoniano non senza la volontà di una propria lettura ma con il rispetto dovuto ad una delle più famose commedie teatrali del periodo.
La sagacia e il grottesco, la decadenza, la vanità e il gioco leggero dei sentimenti sono elementi tradotti in quadri asciutti e immediati che lasciano agire l’ironia, la comicità così come il gioco, l’inganno, l’amore vero o presunto e ancora l’inganno, a chiudere con lucida amarezza il ballo delle debolezze umane.
Pochi elementi mirati e fortemente iconici caratterizzano le scene mentre i costumi richiamano il Settecento senza concedere troppo a trine ed eccessi, trovando nella fisicità degli attori l’elemento complice con cui esasperare i caratteri dei personaggi. Le musiche originali sono composte appositamente per la messa in scena EsTeatro.