la monaca di monza

Drammaturgia originale Biribò|Toloni
Regia: Biribò|Toloni

Scene e Costumi: Antonio Musa
Luci: Silvia Avigo
Assistente alla regia: Cristina Di Sciullo


Con: Anna Collazzo, Dhemetra Di Bartolomeo, Rosario Campisi, Cristina Di Sciullo, Giovanna Ferri, Lidia Giordano, Rossella Magnolfi, Marilena Manfredi, Rosetta Ranaudo, Fabio Rubino, Goberto Teghini


Figura emblematica del tardo cinquecento italiano, divenuta nei secoli simbolo tanto di peccato erotico quanto di oppressione e costrizione della condizione femminile, la Monaca di Monza messa in scena da EsTeatro si fonda sulla realtà dei fatti descritta negli Atti del Processo intrapreso nel 1607 a carico di Marianna de Leyva, vero nome di Suor Virginia Maria nel Monastero di Santa Margherita a Monza.
La scelta è quella di un percorso narrativo a ritroso, composto da sfasature temporali che alternano tempi verbali contemporanei ai fatti vissuti dai protagonisti, da Suor Virginia, dall’Osio e da Padre Arrigone, alle confessioni postume delle monache più coinvolte nelle vicende prima cupe e carnali poi violente e concitate che si succedono all’interno del Monastero.
Le ammissioni forti delle religiose superano il valore della testimonianza diretta di ciò che è accaduto per assumere il ruolo di verità personali, di proiezioni individuali intrise di giudizi, desideri, rivalse e rinunce che rimandano alla cruda realtà dei sentimenti umani quando sono soggetti alla costrizione dal potere, dalla religione, dalla paura.
Questo piano narrativo corre parallelo alla figura della Monaca che vive sulla scena teatrale la tradizione della propria vicenda offrendo allo spettatore una dialettica continua tra l’aspetto iconico della sua figura, dei suoi desideri e dei suoi tormenti e gli indizi vivi, le parole dure e le azioni feroci dei suoi comprimari.
Un gioco di piani alternati che trova soluzione solo di fronte alla sentenza finale, quando l’icona prende vita e lascia la donna, sola, davanti alla sua condanna.