la ragazza di bube

di Carlo Cassola
Adattamento teatrale: Biribò|Toloni
Regia: Biribò|Toloni

Costumi: Antonio Musa
Luci: Antonella Colella
Musiche originali: Roberto Procaccini
Assistente alla regia: Cristina Di Sciullo

Con: Elena Balestri, Rosario Campisi, Enrico Dabizzi, Cristina Di Sciullo, Lidia Giordano, Marta Martini, Rosetta Ranaudo, Fabio Rubino, Goberto Teghini, Anna Umberti, Valeria Vitti


Spettacolo prodotto con il Patrocinio della Provincia di Firenze

“La ragazza di Bube” di Carlo Cassola, una delle opere più rappresentative della letteratura italiana del Novecento, carico di schiettezza toscana e lirismo interiore e abitato da personaggi istintivi e passioni insieme vitali e deluse, ha da tempo convinto i registi Paolo Biribò e Marco Toloni con l’Associazione EsTeatro a rendere omaggio alla forza espressiva del romanzo.
Il fascino è quello del paesaggio che si apre fra Poggibonsi, Colle Val d’Elsa e Volterra negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale e l’atmosfera è intrisa di ideali che lottano per resistere, sospesi tra frustrazione e fervore.
In questo scenario lo spettacolo si concentra sui destini isolati dei protagonisti, sullo scorrere di vite loro malgrado alla ricerca di un equilibrio tra la dimensione più intima del quotidiano e il richiamo spesso forzato alla fede politica.
Ago della bilancia è la figura di Mara capace di diffondere a piene mani allo stesso modo sia l’impertinenza e la freschezza della sua giovanissima età sia la profondità di riflessioni più adulte e mature, come se Cassola le concedesse di cogliere il senso della vita al di là del succedersi di dolori e angosce, proprio là dove l’amore è più forte.
Perché oltre lo scontro politico e politicizzato, oltre il fermo sostegno degli ideali e il giudizio della violenza e sulla violenza, “la ragazza di Bube” per i registi rimane e vuole essere una semplice e bellissima storia d’amore.
Non una riscrittura ma un adattamento fedele ai dialoghi, alla narrazione e allo stile dello scrittore toscano. L’uso del semplice linguaggio popolare e della prosa asciutta del romanzo si rispecchiano volutamente anche nell’essenzialità della scenografia, nella pulizia dei costumi e nella poesia delle musiche originali che sono state appositamente composte per lo spettacolo.