nozze di sangue

di Federico Garcia Lorca
Riduzione e adattamento: Biribò|Toloni
Regia: Biribò|Toloni

Costumi: Antonio Musa
Luci: Marco Santambrogio
Assistente alla regia: Cristina Di Sciullo


Con: Francesco Argirò, Anna Collazzo, Rosario Campisi, Cristina Di Sciullo, Giovanna Ferri, Lidia Giordano, Rossella Magnolfi, Marilena Manfredi, Marta Martini, Gaia Nanni, Rosetta Ranaudo Fabio Rubino, Vittoria Sammuri, Goberto Teghini, Anna Umberti, Valeria Vitti

Spettacolo prodotto con il Patrocinio del Comune di Firenze

Bodas de Sangre (Nozze di sangue) è un dramma teatrale in tre atti scritto da Federico García Lorca nel 1932 e rappresentato per la prima volta l’8 marzo 1933. Ispirato ad una storia vera, il dramma narra la vicenda di una giovane che nel giorno delle proprie nozze fugge con l’antico fidanzato, sposo a sua volta di un altra donna ma soprattutto appartenente alla famiglia che in passato uccise padre e fratello del futuro marito della giovane. Riacceso l’odio che divideva le due famiglie, la sciagura incombe e la rabbiosa ricerca dei due fuggiaschi terminerà con l’inevitabile epilogo luttuoso.
Considerando la tragedia come il genere alla radice del teatro, Lorca recupera in Nozze di Sangue alcuni elementi portanti della tradizione classica greca come il coro dei personaggi minori ed il potente tema del sacrificio.
Li inquadra perfettamente nell’atmosfera popolare e arcaica della sua Andalusia, terra di streghe e credenze magiche dove l’intervento di personaggi quali i Taglialegna, la Luna e la Mendicante rappresentano le stesse forze soprannaturali dell’antica visione tragica, presenze che non si possono spiegare razionalmente, ma di cui si può soltanto cogliere l’inevitabile necessità.
Orchestrando un registro d’insieme in cui passioni e sentimenti, vita, morte e repressione sono espressi attraverso simboli e metafore potenti, lo spettacolo come l’opera, racconta l’impossibile incontro tra il maschile e il femminile, segnato da una diversità inconciliabile.
Uomini imprigionati in un egoismo atavico e donne che aspirano all’amore lottando contro le ipocrisie della vita, scegliendo come alternativa allo squallore e alla miseria, la disperazione e la morte.