thais

di Marco Toloni
Liberamente tratto da “The Crafty Whore” (anonimo del XVII sec.)
Regia: Biribò|Toloni

Costumi: Antonio Musa
Luci: Silvia Avigo

Con: Cristina Valentini



Pubblicato a Londra nel 1658 “The Crafty Whore” (La puttana rifinita), rielaborazione di un celebre dialogo sulla vita delle puttane scritto da Pietro Aretino, è l’anonimo inglese a cui “Thais” è liberamente ispirato
Il compiaciuto erotismo è l’elemento che immediatamente colpisce sin dalla prima lettura e sembra avere il preciso compito di risvegliare nel lettore proprio quegli appetiti carnali che l’opera, obbediente alla morale religiosa e bigotta del tempo, vorrebbe condannare..
L’idea di una riscrittura in chiave teatrale di “The Crafty Whore” è nata dalla volontà di mettere in scena proprio questo piacere per il peccato vissuto in totale assenza di senso di colpa e la ricerca di una redenzione dal peccato stesso attraverso un pentimento più idealizzato che reale.
La struttura dialogata dell’opera in scena è resa monologo (Thais è protagonista unica della vicenda) mentre l’intreccio è stato arricchito e sviluppato in maniera del tutto libera. Un “divertimento” che ha concentrato l’attenzione del dramma sulle vicende di questa vecchia puttana dimenticata e sul suo tragicomico tentativo di redenzione, destinato a generare solo disagio e confusione.
Un disperato tentativo di rivivere se stessa e i suoi splendori attraverso il ricordo dei propri ricordi precludendosi così qualsiasi possibilità di riscatto interiore.